Sa Domu de Su Bardaneri

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vengo da Mas-Oneh Bran'hu (antico villaggio del Src-dan) luogo di transito degli Shardana, se capiti da me potrai perderti, in questo non-luogo.

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sabato, aprile 26, 2008
Semper sa limba tua apas presente

Bene diceva in versi Remundu Piras, uno dei massimi poeti sardi di tutti i tempi: “Abbi sempre presente la tua lingua” (Semper sa limba tua apas presente).
Senza grande dispendio di energia copiaincollo quanto scritto nel sito della Regione Sardegna su “Sa die de sa Sardigna” (la giornata dedicata alla Sardegna – la nostra festa “Nazionale”), dedicata, quest’anno, alla Lingua Sarda.

Sa Die de Sa Sardigna nel segno della lingua sarda
Sarà dedicata alla lingua sarda, espressione fondamentale e imprescindibile dell'identità del popolo sardo, l'edizione 2008 di Sa Die de Sa Sardigna, da celebrarsi in tutta l'Isola il 28 aprile.
In piena sintonia con l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha proclamato il 2008 Anno Internazionale delle Lingue (sottolineando così l'importanza strategica delle lingue per l'umanità, in quanto rappresentano un aspetto fondamentale della diversità culturale), la Regione Sardegna prosegue nell'indirizzo di costruzione e valorizzazione identitaria dell'isola e del popolo sardo connotato in maniera esemplare dalla sua lingua.
Tra le celebrazioni intorno al fatto storico una cerimonia in Consiglio regionale e una grande festa popolare in ciascuna delle otto province sarde.

Consulta il programma degli eventi organizzati dalla Regione Autonoma della Sardegna
Visita la sezione bilingue dedicata alla lingua sarda
Consulta la scheda su Sa die de sa Sardigna


No sias isciau

O sardu, si ses sardu e si ses bonu,
Semper sa limba tua apas presente:
No sias che isciau ubbidiente
Faeddende sa limba 'e su padronu.

Sa nassione chi peldet su donu
De sa limba iscumparit lentamente,
Massimu si che l'essit dae mente
In iscritura che in arrejonu.

Sa limba 'e babbos e de jajos nostros
No l'usades pius nemmancu in domo
Prite pobera e ruza la creides.

Si a iscola no che la jughides
Po la difunder menzus, dae como
Sezis dissardizende a fizos bostros

(Remundu Piras, su 29 de Santu Aine de su 1977)

Non essere schiavo

O sardo, se sei sardo e sei bravo,
abbi sempre presente la tua lingua:
non essere come uno schiavo ubbidiente
parlando la lingua del padrone

La Nazione che perde il dono
Della lingua scompare lentamente,
soprattutto se gli esce dalla mente
in scrittura e discussione

La lingua dei nostri padri e dei nostri nonni
Non l’usate più neanche in casa
Perché povera e rozza la credete.

Se non la portate a scuola
Per diffonderla meglio, da ora
State dissardizzando i vostri figli.

Visita Bichipedia (wikipedia in “limba”)

 

Postato da: Bardaneri a 10:14 | link | commenti (12) |
sardegna, memoria storica, traduzioni in sardo, shrdn


Commenti
#1   26 Aprile 2008 - 10:24
 
La lingua è la punta dell'iceberg, io ci aggiungerei anche il costume. E' inutile dirlo ma siamo colonizzati e i modelli culturali vengono da molto, molto lontano. Ciao, Pietro.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pietroatzeni

#2   26 Aprile 2008 - 10:33
 
si Pietro... aggiungerei anche la cucina (gli hot dog lasciamoli a chi non ha la cultura del cibo), ma la lingua è un pilastro centrale

saludos
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#3   26 Aprile 2008 - 12:10
 
"Remundu Piras"

SU MASTRU DE SA SARDA POESIA!
Sono fiera di parlare in lingua sarda , ancora, dopo un quasi cinquantennio. di immigrazione lombarda..
Forza Paris
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ROSALUNA37

#4   26 Aprile 2008 - 15:33
 
OT: Ciao Bard, mi serve il tuo aiuto e la tua disponibilità in merito a questo *post* … che faccio, ci conto?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente perlasmarrita

#5   26 Aprile 2008 - 15:38
 
mi fa piacere il tuo impegno per la tutela delle tradizioni linguistiche e non solo della tua sardegna.. e poi hai proprio ragione: la cultura del cibo è fondamentale! :)
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#6   27 Aprile 2008 - 07:59
 
condivido i contenuti della poesia
non bisogna cancellare le proprie radici è un patrimonio inestimabile, io ho un handicap non so scrivere il mio vernacolo e me ne vergogno, in questi giorni ho incominciato ad impararlo perchè penso che completa il mio sapere.

baci baci iry
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#7   28 Aprile 2008 - 02:01
 
conosco Bikipedia perche' molto tempo fa la "proprietà" del blog aveva annunciato la nascita;io mi vergogno ma anche se capisco non so pronunciare una frase in sardo
:(
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente VIQUE

#8   28 Aprile 2008 - 10:52
 
vedi,ho una grossissima sfortuna:per colpa dei lerciosi legaioli, non posso sostenere la lingua con cui son cresciuto..che non è l'italiano,ma il nostro dialetto.
Sono legatissimo alla mia terra,alla gente del posto e al mio bellissimo dialetto-va bè,per me- purtroppo appena accenno questa cosa mi danno del leghista!
I danni dei legaioli,dei razzisti squallidi e della loro padania!
In ogni caso, io c tengo alla mia lingua,che sa essere anche fatta di resistenza e solidarietà fra i popoli!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente viga

#9   28 Aprile 2008 - 12:26
 
Molto bella questa poesia. L'ho vista pochi giorni fa su La Nuova Sardegna e mi è piaciuta subito. Purtroppo però non so parlare la mia lingua e di questo mi vergogno. :(
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gulliveriana

#10   28 Aprile 2008 - 16:08
 
Ciao!

A proposito di cultura del cibo, venerdi` ho invitato a casa i miei 2 cognati a cena.
Ho preparato un quarto di maialino al forno.
Uno dei due non mangia carne e va beh, ma l'altro...
Cavolo non gli e` piaciuto, ha trovato il gusto "troppo forte" ceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!

Mi sa che non lo invito piu`, poi magari la braciola del supermercato la mangia pure!
Assumancu si funti papaus totus is pardulas...

Mah.

Una domandina sulla lingua sarda, 'ta di pensas de sa LSC?

Saludi e trigu.
utente anonimo

#11   28 Aprile 2008 - 16:10
 
Beh non ero loggato, ma tanto per firmarsi, il commento numero 10 e` il mio.

Maurreddu
utente anonimo

#12   28 Aprile 2008 - 22:44
 
Penso che amare la propria terra, la storia, gli usi, i costumi, la lingua e dialetti, i cibi ed i profumi, sia un bel modo di sentirsi eterni.
stammi bene
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