Sa Domu de Su Bardaneri

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vengo da Mas-Oneh Bran'hu (antico villaggio del Src-dan) luogo di transito degli Shardana, se capiti da me potrai perderti, in questo non-luogo.

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venerdì, marzo 07, 2008
Ho combattuto la legge - 2

Giusto a seguire un altro post sul banditismo, o sulla cultura di esso, visto sotto l'occhio della macchina da presa. Se siete apassionati di cinema il sito della Regione La Sardegna nel cinema (in collaborazione con la Cineteca sarda) è piuttosto ricco di spunti sulla cultura cinefila sarda a partire dal filone cosiddetto "Deleddiano" fino a quello tipicamente "banditesco" di cui"Banditi a Orgosolo" del 1961 di Vittorio De Seta è, probabilmente, il più noto.Nel sito si legge che ...
"L'idea del film, definito "il film della rinascita sarda nel cinema", venne a De Seta nel 1958 ad Orgosolo, dove si era recato per girare due cortometraggi: Pastori a Orgosolo e Un giorno in Barbagia. Tornato nell'isola alla fine del 1959, il giovane regista siciliano compì un approfondito sopralluogo, partecipando ad una transumanza di pastori e vivendo con loro nel Supramonte. Inizialmente indeciso se scegliere per il suo film una vicenda "interna" al mondo orgolese o un'altra che mostrasse questo mondo nei suoi rapporti, o non-rapporti, con lo Stato, finì con lo scegliere la seconda strada. Lo spunto per il soggetto venne al regista da quello che si può definire un "leitmotiv" della cronaca giudiziaria orgolese dell'epoca: generalmente, quando si verificava un reato grave, un omicidio, una rapina, o un sequestro di persona, le forze dell'ordine fermavano dei pastori o dei contadini che si trovavano nelle vicinanze. I fermati venivano sospettati di essere gli autori materiali del reato o di "aver visto" e di essere in grado di fornire informazioni. Le conseguenze erano comunque drammatiche, soprattutto nel caso dei pastori che, dopo la prolungata carcerazione, una volta tornati in libertà, constatavano gravi danni economici, come la perdita completa o parziale del proprio gregge. Temendo queste conseguenze, non volendo essere fermati, gli orgolesi si davano dunque frequentemente alla latitanza."


Quindi sempre di banditi si tratta, quelli in salsa cinematografica.
Per chi, e spero siano in tanti, ama leggere, ma possono coincidere anche con i cinefili, c'è una vasta letteratura in merito. A partire da chi, nell'ottica dicotomica del guardia-ladri, come Giovanni Francesco Ricci racconta nel suo libro
"banditi", del fenomeno dalla parte, si direbbe, della legge nei territori galluresi.

A seguire con Piero Loi in "Bardane e sequestri" (ma guarda un po!), talanese ogliastrino d.o.c., che facendo un lavoro certosino di lettura degli articoli del giornale "L'Unione sarda" dalla fine dell'800 ai giorni nostri, opera un taglio più sociologico, per cui, piluccando in rete si legge che, riguardo a questo ottimo lavoro (ma nel copiancolla non me ricordo da ndo l'ho preso) "....Le annate meglio esplorate sono il 1894, con in primo piano la bardana di Tortolì e il sequestro dei francesi Pral e Paty, il 1933 con il sequestro di Maria Molotzu e infine il 1979-82 con il sequestro Schild e la sua propaggine nel processo alla Superanonima. Il proposito dell'autore di sottrarsi al riduzionismo criminologico fa sì che anche studiando singoli fatti, accaduti in uno spazio locale e periferico, sullo sfondo emergano la complessità dei problemi della società sarda e contemporaneamente il limite di alcuni dibattiti fino ai giorni nostri." E nel sito della casa editrice CUEC in proposito si legge "I fatti presi in considerazione vengonovanalizzati attraverso i discorsi pubblici,che, da oltre un secolo, chiamano invcausa le zone interne dell’isola e ilpastoralismo a dare conto dei limitidella modernità in Sardegna".  Il libro merita veramente!!!!

La lista dei libri sulla materia è lunga. Per cui non si può dimenticare Antonio Pigliaru che sul suo “Banditismo in Sardegna”, ha contribuito a farci conoscere i problemi della criminalità sarda e barbaricina in particolare. Nel post precedente c'è un assaggio di come scriveva, dal momento che  è morto prima di compiere i quarantasette anni, nel 1969.

Nel panorama "banditesco" sardo c'è infine posto anche per le figure femminili come "Mariantonia Serra-Sanna "Sa Reìna""... ma di questo e altre storie e figure leggerete in "Banditi di Sardegna" di Franco Fresi .

Mi sa che il materiale da leggere e vedere per ora basta.
Buona lettura, buona visione.

p.s.:grazie di cuore a Perla che di tanto in tanto mi segue in questi percorsi, clicca nel suo post del "banditismo" sulla ... Calabria

Postato da: Bardaneri a 00:48 | link | commenti (12) |
cinema, storie, sardegna, memoria storica, shrdn, transumanze

giovedì, febbraio 28, 2008
ho combattuto la legge

Da bardaneri quale io sono, grassatore, assaltatore di diligenze, espropriatore proletario, fuorilegge, un po brigante e un po bandito, ...insomma fatte voi, di tanto in tanto mi ronzano in testa brani piuttosto carichi di ritmo e significato. Anche se conosciuta ai più nella versione dei Clash il brano "I Fought The Law" è di Sonny Curtis, un ex componente del gruppo di Buddy Holly, The Crickets, per intenderci Buddy Holly è quello da cui ha preso in prestito il look Elvis Costello (di cui adoro tutta la discografia, anche con le collaborazioni). Comunque ... è un brano senza tempo.

The Cost of Living,1979 (EP)
per il testo in italiano clicca....

 

Apu cumbàtiu sa justìtzia

Seghendi perdas in su soli callenti
apu cumbàtiu sa justìtzia e sa ley at bintu
apu tentu abisòngiu de dinai puita ca no nd'apu mai tentu
apu cumbàtiu sa justìtzia e sa ley at bintu
apu lassau sa pipia e issa s'est intèndia mali
sa cursa mia est inghitzada
issa est sa mellus piccioca chi apu tentu in vida
apu cumbàtiu sa justìtzia e sa ley at bintu
furendi a sa genti cun d'una ses cropus
apu cumbàtiu sa justìtzia e sa ley at bintu
apu pèrdiu sa piccioca e apu pèrediu sa cuntentesa
apu cumbàtiu sa justìtzia e sa ley at bintu
apu lassau sa pipia e issa s'est intèndia mali
sa cursa mia est inghitzada
issa est sa mellus piccioca chi apu tentu in vida
apu cumbàtiu sa justìtzia e sa ley at bintu

V I D E O

... e a gentile richiesta di"Alderaban" in commento #2
beccatevi il video
"Capital Radio & Janie Jones" dei mitici The Clash oppure la versione più classica....


The Clash
- I Fought The Law

Breakin' rocks in the hot sun
I Fought the law and the law won
I needed money 'cause I had none

I Fought the law and the law won
I left my baby and it feels so bad
Guess my race is run
She's the best girl that I ever had
I Fought the law and the law won
Robbin' people with a six-gun
I Fought the law and the law won
I lost my girl and I lost my fun
I Fought the law and the law won
I left my baby and it feels so bad
Guess my race is run
She's the best girl that I ever had
I Fought the law and the law won

 

Benigni faceva tenerezza .... un po male in arnese rispetto agli altri fuorilegge di Down By Low (che ebbi la fortuna di vedere in 1^ visione)...

ma questo spara sul serio

Attento gringo,bang bang!!!!

e che dire invece dei BRIGANTI eh?  ci hanno fatto credere che erano dei delinquenti incalliti, dei sanguinari. Ma allora chi erano. Clicca quì, forse è il caso di rivedere un po la storia, la nostra storia, non quella che hanno scritto i vincitori

Banditismo:
Sotto il termine banditismo (gotico *bandwjan, cioè "fare un segnale", attraverso il latino medievale bandire, col significato di "mandare in esilio", incrociato col francese bannir) vengono comunemente indicati, a volte in modo improprio, fenomeni di banditismo comune, di natura sociale e politica.
Ne sono esistiti personaggi e forme particolari, che hanno dato origine anche a leggende e generi artistici: basti ricordare Robin Hood, i reali o immaginari pistoleri del vecchio West, nonché i briganti dell'Italia meridionale durante il processo di unificazione dell'Italia e nei primi decenni del Regno.
La realtà del banditismo esisteva già all'epoca della repubblica romana: il praedo o latro era colui che predava e si dava alla macchia.

"Bandito" fu definito anche il partigiano dagli occupanti nazisti. (ma guarda un po !!!)

Per chi invece vuol sapere qualcosa anche sul banditismo sardo non deve fare altro che scaricare quest'articolo di Antonio Pigliaru in formato pdf  Quando si dice banditismo sardo, Editoriale pubblicato nel n. 27 di Ichnusa, 1958

Postato da: Bardaneri a 00:05 | link | commenti (20) |
musica, cinema, traduzioni in sardo