BARDANERIS di tutto il mondo uniamoci: contro le angherie dei potenti, per un'equa distribuzione delle ricchezze

Nome: Su Bardaneri
vengo da Mas-Oneh Bran'hu (antico villaggio del Src-dan) luogo di transito degli Shardana, se capiti da me potrai perderti, in questo non-luogo.
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Foghidoni, fogonni, tuva, foghilloni,...questi uno dei tanti nomi al falò che si accende (ma possono anche essere di diverso numero) al vespro del 16 gennaio, in moltissimi paesi della Sardegna in onore di Sant'Antonio Abate con riti, usanze, cibarie varie e diversificate a seconda della zona geografica. Lo spettacolo è assicurato, anche se qualche ambientalista non lo vedrà di buon occhio per il fatto che molti alberi vengono bruciati, ma li rassicuro poichè, avendo partecipato per diversi anni alla raccolta della legna, in genere si tagliano alberi secchi o abbattuti da un fulmine, raramente alberi in salute.
La notte del 16 gennaio è illuminata da grandi fuochi, la speranza è che non piova.
Il 16 gennaio segna inoltre l'inizio del Carnevale tradizionale: le maschere fanno la loro prima comparsa, sopratutto in paesi come Mamoiada con i ben noti mamuthones; intorno ai fuochi si cantano i classici trallalleru ma anche goggius, per chi ha una visione più tradizionale, e si balla, non disdegnando di assaggiare di tanto in tanto i dolci tipici dell'occasione bagnati da un buon bicchiere di vino, tutto fino alle prime luci dell'alba, ovviamente per i più resistenti. Qualcuno, certo, ne uscirà alticcio, per non dire ubriaco.
Poco importa, come dicevano i latini, semel in anno licet insanire...

per ulteriori informazioni su origini, luoghi di festa, dolci ecc...
cliccate su sardiniapoint
ma se guardate in rete c'è tanto sull'argomento...
magari anche sul mio blog che più o meno ricalca questo post, con in più la ricetta de su pani 'e saba

Brebei a creddaxu
Ingredientis po doxi:
- dus chilus de brebei (amesturada)
- dus chilus de patata
- dexi cibuddas
- sali c.b.
Cumenti si fait:
Tantu po cumentzai preni unu pingiada manna de àcua frisca pagu pagu salia, lassendi cuatru didus de s'oru. Tandus segai sa petza de brebei (a tancheddus addataus de petza) e pònniri in pingiada.
Scroxai sa patata e-i sa cibudda e sciacuai in àcua frida. Sa patata e sa cibudda depit abarrai intrea.
Còiri a pampa addatada e fai buddiri. Tastai po aciùngiri, chi boleis, sali e armidda. Pustis de nd'àiri tirau sa sprumadura de su brodu, giai un'ora e mesu de cotura po sa petza a pampa bàscia, acciùngiri a primu sa cibudda e agoa sa patata. Tastai sa petza, chi no arresultat ancora moddi sighiri, a pampa bàscia, po un'atra bintena de minutus.

Pecora in "cappotto"
Ingredienti per 12 persone:
- 2 kg di Pecora (parti miste)
- 2 kg di patate
- 10 cipolle
- sale q.b.
Preparazione:
Anzitutto riempire un pentolone d'acqua fresca leggermente salata, lasciando uno spazio di alcuni centimetri dal bordo. Quindi tagliare la carne di pecora (tranci più o meno regolari di carne) e metterla in pentola.
Sbucciare le patate e le cipolle e lavare in acqua fresca abbondante. Le patate e le cipolle devono essere lasciate intere.
Cuocere a fiamma media e far bollire. Assaggiare per aggiungere, eventualmente, il sale e i sapori (timo). Dopo aver accuratamente eliminato con la schiumarola la parte grassa del brodo, un'ora e mezzo circa di cottura per la carne a fiamma bassa, aggiungere prima le cipolle e poi le patate. Assaggiare la carne, se non dovesse risultare ancora tenera proseguire, a fiamma bassa, per un'altra ventina di minuti.
San'Antoni de su fogu (Sant'Antonio Abate) 16 gennaio
Festa che si perde nella notte dei tempi, si svolge con l'accensione di un falò nella notte del 16 gennaio (vespro della ricorrenza) "su foghidoni", "Su fogonne", "Sa tuva", così chiamato a seconda degli idiomi locali sardi, attorno al quale si festeggia per tutta la notte. Ogni anno in diversi centri dell'isola è attualmente celebrata una messa solenne. I festeggiamenti sanciscono l'inizio del carnevale. Il falò è preceduto dalla raccolta della legna, grossi tronchi e frasche, che coinvolge gran parte della comunità locale. Il 16 notte dopo l'accensione del falò si degustano vini locali e sopratutto il pane de saba, con ricette che variano a seconda della località. Quì sotto ho riportato la ricetta presa in prestito dal sito di Laconi (centro del Sarcidano), luogo non lontano da Mas-Oneh Bran'hu (antico villaggio del Src-dan) in cui spesso transito e vi staziono.

PANI ‘E SABA (Pan di Sapa)
Ingredienti:
noci (nuxi), mandorle (mendula), nocciole (nucciola), uva passa (pabassa), saporita, sapa di fichi d’India (saba de figu morisca), pinoli (fruttu de oppinu), frutta secca (frutta siccada), farina (farra), semola (simbula), lievito (framentu)
Pulire e tagliare a piccoli pezzi la frutta secca precedentemente fatta tostare. Versare in una terrina capiente la farina e la semola il lievito a pezzetti, la saporita, la buccia d’arancia essiccata e tagliata a strisce sottili e l’uva passa, mescolare il tutto impastare versando a piccole dosi la sapa fino a ottenere un composto morbido e ben amalgamato. Per ultimo aggiungere al composto la frutta secca con un po’ di sapa. Lasciare lievitare il tutto per due giorni e due notti, il terzo giorno dividere il composto creando delle pagnotte forandole nel mezzo in modo da ottenere delle grosse ciambelle che verranno poi adagiate nei canestri cosparsi di semola dove verranno decorate con noci e mandorle. Infornare per circa un’ora, a cottura ultimata si immergono le forme nella sapa che e’ stata fatta bollire con i pezzi di buccia d’arancia. Cosi’ bagnate di sapa si adagiano nuovamente nei canestri il cui fondo e’ stato ricoperto di alloro (elemento questo fondamentale per dare al dolce un gusto particolare).Per finire si decora con i diavoletti.
buon divertimento e buon appetito
Il maiale è un animale di Dio come tutti gli altri, a cui si fa l'atroce torto di paragonarlo a certi uomini.
- Anonimo -

...il maiale, "Su Porcu", è un amico dell'uomo!
Un "buon" amico, almeno per quanto mi riguarda.
Dimenticavo, buon appetito e saludos
il dolce pasquale caratteristico sardo
PARDULAS

INGREDIENTI
1) Ricotta o formaggio fresco... 500 gr.
2) Scorza di limone... 1 limone
3) Scorza d'arancia... 1 arancia
4) Uova... 2
5) Zucchero... 2 cucchiai colmi
6) Semola fine... 2 cucchiai rasi
7) Zafferano... tanto da insaporire l'impasto
8) Semola fine... 200 gr.
9) Strutto... 30 gr.
PREPARAZIONE
Se decidete di farle con formaggio fresco, dovete grattugiarlo... ma procediamo con la preparazione con la ricotta... Schiacciare ben bene la ricotta... aggiungete le scorze di limone e dell'arancia, le uova, lo zafferano, lo zucchero e i due cucchiai di semola... ora che abbiate voglia o no, mescolate bene il tutto, fino a che non vi sembra un bell'impasto uniforme nel colore... Ora preparate la pasta per farne delle sfoglie fini, vi ricordate come si fa?... no?... uff ok lo riscrivo... prendete la semola, quei famosi 200 grammi e vi aggiungete lo strutto e un po di acqua salata tiepida e impastate... dopo che l'avete ben lavorata e vi sembra pronta per fare le sfoglie... si fanno le sfoglie sottili!!! come per i seadas, con una forma tonda fare dischetti da circa 10 centimetri... fatti i dischetti? ok! ora con un cucchiaio da cucina e non da caserma militare... prendete un cucchiaio di impasto e lo mettete al centro di ciascun dischetto.. quando avete terminato... prendete i bordi del dischetto e con due dita di ciascuna mano create dei piccoli spigoli unendo angoli di pasta... come per creare una stella con al centro l'impasto e come contenitore la pasta contratta a stella... ora prendete una teglia... spolverate sul fondo della farina... mettere is pardulas nella teglia... mettere al forno con fuoco moderato... lasciare cuocere fino a quando sono abbondantemente dorate... ora se non volete che si brucino levatele dal forno!!! e cospargete la parte superiore di zucchero semolato... oppure di zucchero a velo.
La ricetta delle zeppole (s'arretzeta de is tzipulas) · 1 patata · 13 g. de lievitu 'e birra (scallau in d'una lagrima de latti) Chi ndi boleis de prus bàstat a addopiai sa cantidadi. Tandus, coei una patata in acua buddia, iscroxaidda e istrecaidda. In d'unu tianu, o scivedda, impastai sa farra cun sa patata iscallada, ponei luegu su lievitu (ca si no nci pònit tropu tempus po lievitai), aciungei s'ou, aciungei su tzafaranu (iscallau in su latti), aciungei su succiu de arangiu, ponei s'acuardenti e un'ispitzulu de sali. Tandus depeis ponniri sa manta po imbussai sa scivedda, o su tianu, po una bella pariga de oras. Cando arribat s'ora ponei a callentai s'ollu de olìa (mellus chi est de procu), ghetainci is corrias de pasta lievitada fàttas a tuntus in s'ollu e friei, cun d'unu schidoneddu ddas depeis girai de basciu a susu po friri mellus. Candu funti cumentzendi a èssiri arrubiatzas tiraineddas de s'ollu, donendi a cura de no ddis lassai istiddius de ollu a pitzus, a s'acabu poneiddi su tzucuru, aicci funt prontas a papai.
Crasi, Giobia Lardaiolu, "Giovedì Grasso", in domu papaus "tzipulas". Si pràcint? Pigai paperi e pinna e iscriei s'arretzeta. :
· 500 g. de farra 0
. Latti , mesu litru po impastai
· 1 ou
· Sali
· Tzaferanu
· Mesu tassa de Filu 'e ferru (Acuardenti)
. 1 arangiu (sceti su sùcciu)
· Ollu de olia po friri (mellus s'ollu de procu)
· Tzùcuru (po ndi ponni a pitzus candu funti cottas)
Saludi e trigu a totus
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