Sa Domu de Su Bardaneri

BARDANERIS di tutto il mondo uniamoci: contro le angherie dei potenti, per un'equa distribuzione delle ricchezze

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vengo da Mas-Oneh Bran'hu (antico villaggio del Src-dan) luogo di transito degli Shardana, se capiti da me potrai perderti, in questo non-luogo.

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martedì, maggio 13, 2008
Pantere Nere - 1

Le Pantere Nere o Black Panther Party, storica organizzazione rivoluzionaria afroamericana degli U.S.A. fondata ufficialmente a Oakland (California) nel 1966 da Huey P. Newton e Bobby Sealed.

Il partito nacque sulla base di dieci punti programmatici (il ten point plane) scritti nello statuto dell'organizzazione:
1. Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra comunità nera
2. Vogliamo piena occupazione per la nostra gente
3. Vogliamo la fine della rapina della nostra comunità nera da parte dell'uomo bianco
4. Vogliamo abitazioni decenti, adatte a esseri umani
5. Vogliamo per la nostra gente un'istruzione che smascheri la vera natura di questa società americana decadente. Vogliamo un'istruzione che ci insegni la nostra vera storia e il nostro ruolo nella società attuale
6. Vogliamo che tutti gli uomini neri siano esentati dal servizio militare
7. Vogliamo la fine immediata della brutalità della polizia e dell'assassinio della gente nera
8. Vogliamo la libertà per tutti gli uomini neri detenuti nelle prigioni e nelle carceri federali, statali, di contea e municipali
9. Vogliamo che tutta la gente nera rinviata a giudizio sia giudicata in tribunale da una giuria di loro pari o da gente delle comunità nere, come è previsto dalla costituzione degli Stati Uniti
10. Vogliamo terra, pane, abitazioni, istruzione, vestiti, giustizia e pace

Il Partito sviluppò la propria azione anche attraverso campagne mirate, una strategia di radicamento sociale che fu, più che il possesso delle armi, il nucleo della strategia dell'autodifesa (self-defence) e lotta politica. Nacquero così diversi programmi a favore delle comunità, come il Free Breakfast for Children, il programma di assistenza sanitaria gratuita per i neri,  le scuole di educazione politica per gli adulti.
(da wikipedia.org ).
Peculiarità del Black Panther Party: - Rifiutare le istanze non violente; - Autodifesa; - lettura della discriminazione dei neri all'interno di un'ottica marxista-leninista di lotta di classe; - opposizione alla struttura capitalistica della società statunitense.
Negli anni settanta, perso l'appoggio di numerosi leader neri, il movimento mise da parte l'ideologia violenta.

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sinistra, movimenti, resistenza, memoria storica

mercoledì, maggio 07, 2008
Silvia Baraldini - una combattente per la libertà

Silvia Baraldini

(Roma, 12 dicembre 1947) è una attivista italiana.

Ha operato negli anni '60, '70 e '80 negli Stati Uniti. Componente di un partito rivoluzionario (Black Panther Party) che combatteva per i diritti civili dei neri, fu condannata nel 1983 a una pena cumulativa di 43 anni di carcere negli Stati Uniti per concorso in evasione, associazione sovversiva, due tentate rapine e ingiuria al tribunale. Ne sono nate negli Stati Uniti e in Italia discussioni e proteste da parte di chi ha visto una ragione soprattutto politica nella condanna, ritenuta eccessiva. Dopo essere stata detenuta in Italia per scontare la sua pena, estradata in seguito alle pressioni del forte movimento di sensibilizzazione mirato a mostrare una diversa chiave di lettura sulla sua attività, Silvia Baraldini è stata scarcerata il 26 settembre 2006 per effetto dell'indulto.


L'ASSOCIAZIONE ITALIA-CUBA
CIRCOLO DI CAGLIARI
organizza
GIUSTIZIA PER I CINQUE NELLA LOTTA CONTRO IL TERRORISMO
Mercoledì 7 Maggio 2008
Ex Cinema Adriano
Dopolavoro ferroviario Via Sassari, 12
Cagliari ore 19.00
partecipano
Silvia Baraldini
(ex attivista italiana negli USA)
Avv. Tecla Ferranda
(Associazione Giuristi Democratici;
Comitato italiano "Giustizia per i 5")
ingresso libero
per info: Associazione Italia-Cuba
Circolo di Cagliari
Via Doberdò 101, tel. 0708647985
email:
italia-cuba@gramsci.org

Radio Manisco/0516490872 AK 47

Clicca per video e brano


(...)
E pensiamo dove siete dove siamo
quand’eravamo 1000 10000 100000
è impossibile che fuori non c’è più nessuno
è impossibile che non si sente più una voce un rumore un respiro
dove siete ci sentite non vi sento non sento più nessuno
fuori le sbarre un muro è impossibile che fuori non c’è più un respiro
è impossibile che fuori non c’è più nessuno
(...)

prossimo post su ... la storia del Black Panther Party


Postato da: Bardaneri a 15:04 | link | commenti (15) |
sinistra, movimenti, mass media, memoria storica

mercoledì, aprile 30, 2008
Buon Primo Maggio

Festa del Lavoro!

Le Iniziative ......... 2008

da wikipedia .......
La Festa dei lavoratori, detta anche Festa del lavoro, è una festività celebrata il 1° maggio di ogni anno che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta in molte nazioni del mondo ma non in tutte.In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

sempre per il 1° maggio 2008
a Norbello  (OR): "Sa mesa de su primu maju" (Il Tavolo del Primo Maggio)       

Conferenza e dibattito al mattino sull'America latina e al pomeriggio sull'agricoltura in Sardegna; concerto su due palchi a partire dalle ore 16. La manifestazione si svolgerà presso il parco Sant'Ignazio.

Si esibiranno i seguenti gruppi:

Stormy six
Mexcia
Primo chef del cosmo - Doctor Dror
Frog and the pipes - Jahoub - Aria Bascia
Ruja Karrera - Tenore Luvulesu

 

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sinistra, sardegna, festa, memoria storica

sabato, aprile 26, 2008
Semper sa limba tua apas presente

Bene diceva in versi Remundu Piras, uno dei massimi poeti sardi di tutti i tempi: “Abbi sempre presente la tua lingua” (Semper sa limba tua apas presente).
Senza grande dispendio di energia copiaincollo quanto scritto nel sito della Regione Sardegna su “Sa die de sa Sardigna” (la giornata dedicata alla Sardegna – la nostra festa “Nazionale”), dedicata, quest’anno, alla Lingua Sarda.

Sa Die de Sa Sardigna nel segno della lingua sarda
Sarà dedicata alla lingua sarda, espressione fondamentale e imprescindibile dell'identità del popolo sardo, l'edizione 2008 di Sa Die de Sa Sardigna, da celebrarsi in tutta l'Isola il 28 aprile.
In piena sintonia con l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha proclamato il 2008 Anno Internazionale delle Lingue (sottolineando così l'importanza strategica delle lingue per l'umanità, in quanto rappresentano un aspetto fondamentale della diversità culturale), la Regione Sardegna prosegue nell'indirizzo di costruzione e valorizzazione identitaria dell'isola e del popolo sardo connotato in maniera esemplare dalla sua lingua.
Tra le celebrazioni intorno al fatto storico una cerimonia in Consiglio regionale e una grande festa popolare in ciascuna delle otto province sarde.

Consulta il programma degli eventi organizzati dalla Regione Autonoma della Sardegna
Visita la sezione bilingue dedicata alla lingua sarda
Consulta la scheda su Sa die de sa Sardigna


No sias isciau

O sardu, si ses sardu e si ses bonu,
Semper sa limba tua apas presente:
No sias che isciau ubbidiente
Faeddende sa limba 'e su padronu.

Sa nassione chi peldet su donu
De sa limba iscumparit lentamente,
Massimu si che l'essit dae mente
In iscritura che in arrejonu.

Sa limba 'e babbos e de jajos nostros
No l'usades pius nemmancu in domo
Prite pobera e ruza la creides.

Si a iscola no che la jughides
Po la difunder menzus, dae como
Sezis dissardizende a fizos bostros

(Remundu Piras, su 29 de Santu Aine de su 1977)

Non essere schiavo

O sardo, se sei sardo e sei bravo,
abbi sempre presente la tua lingua:
non essere come uno schiavo ubbidiente
parlando la lingua del padrone

La Nazione che perde il dono
Della lingua scompare lentamente,
soprattutto se gli esce dalla mente
in scrittura e discussione

La lingua dei nostri padri e dei nostri nonni
Non l’usate più neanche in casa
Perché povera e rozza la credete.

Se non la portate a scuola
Per diffonderla meglio, da ora
State dissardizzando i vostri figli.

Visita Bichipedia (wikipedia in “limba”)

 

Postato da: Bardaneri a 10:14 | link | commenti (12) |
sardegna, memoria storica, traduzioni in sardo, shrdn

lunedì, aprile 21, 2008
25 Aprile, sempre!

"Tue no ischis sas serras
inube est suncurtu su sàmben.
totucantos no che fumis 'ughios
totucantos abiamus imbolau
s'arma e su numen. Una fèmina
nos ampaniabat fughinde.
Petzi unu de nois
si fut firmau a punzu tancau,
abiat bidu su chelu bòdiu,
abiat achirrau sa conca e si che fut mortu
insuta de muru, callau.
Como est unu bàtile de samben. Una femina
nos isettat in sas serras."

« Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna
ci aspetta alle colline. »

(Cesare Pavese, da "La terra e la morte" 9 novembre 1945)

da "Antifa"

2008/04/25 25 APRILE 2008 - le iniziative ·

" ...Chiameremo nuovi numeri e avremo altri nomi
e altri modi per perderli di nuovo..." Massimo Volume

manifestiamo a Cagliari

Postato da: Bardaneri a 13:01 | link | commenti (19) |
storie, sinistra, resistenza, memoria storica, traduzioni in sardo

martedì, aprile 15, 2008
Corsi e ricorsi storici? ...urne vuote ...

Non abbiamo fatto in tempo a turarci il naso che già ci turavano il culo (con l'ombrello!)
Giusto per comprendere come vanno le cose (sic transit gloria mundi) apro, senza nascondere l'amaro in bocca, il siparietto in cui il suo compagno di partito disse a Pietro Nenni "Compagno Segretario hai visto quanta gente in piazza stasera?" Pietro Nenni sorrise e rispose "Compagno, piazze piene, urne vuote".

Il 14 aprile 2008 ... la frase monito di Nenni suona più attuale che mai. Gli Offlaga Disco Pax ci hanno persino fatto, in tempi recenti, un brano che sintetizza questi anni del cazzo.
Che fare?
Intanto anche se gli ingredienti sono quelli de la 'legge Acerbo' e le elezioni politiche del 1924, non siamo in pieno fascismo, i segnali ci sono tutti e anche le cose concrete ma anche se il controllo dell'informazione è saldamente nelle mani del Grande Fratello molto si può fare, basta volerlo.
Animo, deh...
"siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso,
e non sarai mai,un'emozione da poco"

Offlaga Disco Pax
"Enver"

sento un frastuono rimbombi lontana in modo imperfetto
hai lasciato
piazze piene urne vuote tremori gentili tracce sottili
tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli
mancano
le tue parole sul niente
il calore bagnato e sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare

hai lasciato
piazze piene urne vuote
tremori gentili
tracce sottili tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli
mancano
le tue parole sul niente
il calore bagnato e sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare di non bastare

siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso
e non sarai mai
un'emozione da poco

hai lasciato
piazze piene urne vuote
tremori gentili
tracce sottili tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli
le tue parole sul niente
il calore bagnato e sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare
siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso
e non sarai mai
un'emozione da poco

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sinistra, elezioni, memoria storica

venerdì, marzo 07, 2008
Ho combattuto la legge - 2

Giusto a seguire un altro post sul banditismo, o sulla cultura di esso, visto sotto l'occhio della macchina da presa. Se siete apassionati di cinema il sito della Regione La Sardegna nel cinema (in collaborazione con la Cineteca sarda) è piuttosto ricco di spunti sulla cultura cinefila sarda a partire dal filone cosiddetto "Deleddiano" fino a quello tipicamente "banditesco" di cui"Banditi a Orgosolo" del 1961 di Vittorio De Seta è, probabilmente, il più noto.Nel sito si legge che ...
"L'idea del film, definito "il film della rinascita sarda nel cinema", venne a De Seta nel 1958 ad Orgosolo, dove si era recato per girare due cortometraggi: Pastori a Orgosolo e Un giorno in Barbagia. Tornato nell'isola alla fine del 1959, il giovane regista siciliano compì un approfondito sopralluogo, partecipando ad una transumanza di pastori e vivendo con loro nel Supramonte. Inizialmente indeciso se scegliere per il suo film una vicenda "interna" al mondo orgolese o un'altra che mostrasse questo mondo nei suoi rapporti, o non-rapporti, con lo Stato, finì con lo scegliere la seconda strada. Lo spunto per il soggetto venne al regista da quello che si può definire un "leitmotiv" della cronaca giudiziaria orgolese dell'epoca: generalmente, quando si verificava un reato grave, un omicidio, una rapina, o un sequestro di persona, le forze dell'ordine fermavano dei pastori o dei contadini che si trovavano nelle vicinanze. I fermati venivano sospettati di essere gli autori materiali del reato o di "aver visto" e di essere in grado di fornire informazioni. Le conseguenze erano comunque drammatiche, soprattutto nel caso dei pastori che, dopo la prolungata carcerazione, una volta tornati in libertà, constatavano gravi danni economici, come la perdita completa o parziale del proprio gregge. Temendo queste conseguenze, non volendo essere fermati, gli orgolesi si davano dunque frequentemente alla latitanza."


Quindi sempre di banditi si tratta, quelli in salsa cinematografica.
Per chi, e spero siano in tanti, ama leggere, ma possono coincidere anche con i cinefili, c'è una vasta letteratura in merito. A partire da chi, nell'ottica dicotomica del guardia-ladri, come Giovanni Francesco Ricci racconta nel suo libro
"banditi", del fenomeno dalla parte, si direbbe, della legge nei territori galluresi.

A seguire con Piero Loi in "Bardane e sequestri" (ma guarda un po!), talanese ogliastrino d.o.c., che facendo un lavoro certosino di lettura degli articoli del giornale "L'Unione sarda" dalla fine dell'800 ai giorni nostri, opera un taglio più sociologico, per cui, piluccando in rete si legge che, riguardo a questo ottimo lavoro (ma nel copiancolla non me ricordo da ndo l'ho preso) "....Le annate meglio esplorate sono il 1894, con in primo piano la bardana di Tortolì e il sequestro dei francesi Pral e Paty, il 1933 con il sequestro di Maria Molotzu e infine il 1979-82 con il sequestro Schild e la sua propaggine nel processo alla Superanonima. Il proposito dell'autore di sottrarsi al riduzionismo criminologico fa sì che anche studiando singoli fatti, accaduti in uno spazio locale e periferico, sullo sfondo emergano la complessità dei problemi della società sarda e contemporaneamente il limite di alcuni dibattiti fino ai giorni nostri." E nel sito della casa editrice CUEC in proposito si legge "I fatti presi in considerazione vengonovanalizzati attraverso i discorsi pubblici,che, da oltre un secolo, chiamano invcausa le zone interne dell’isola e ilpastoralismo a dare conto dei limitidella modernità in Sardegna".  Il libro merita veramente!!!!

La lista dei libri sulla materia è lunga. Per cui non si può dimenticare Antonio Pigliaru che sul suo “Banditismo in Sardegna”, ha contribuito a farci conoscere i problemi della criminalità sarda e barbaricina in particolare. Nel post precedente c'è un assaggio di come scriveva, dal momento che  è morto prima di compiere i quarantasette anni, nel 1969.

Nel panorama "banditesco" sardo c'è infine posto anche per le figure femminili come "Mariantonia Serra-Sanna "Sa Reìna""... ma di questo e altre storie e figure leggerete in "Banditi di Sardegna" di Franco Fresi .

Mi sa che il materiale da leggere e vedere per ora basta.
Buona lettura, buona visione.

p.s.:grazie di cuore a Perla che di tanto in tanto mi segue in questi percorsi, clicca nel suo post del "banditismo" sulla ... Calabria

Postato da: Bardaneri a 00:48 | link | commenti (12) |
cinema, storie, sardegna, memoria storica, shrdn, transumanze

sabato, gennaio 19, 2008
proverbi, dìcius sardi e ... non solo

Gennàrgiu sicu, messayu arricu;
Gennàrgiu sciustu, messayu arrutu.

Gennaio secco, contadino ricco;
Gennaio piovoso, contadino in disgrazia.


Proverbi sardi, ovvero "dìcius", pillole di saggezza popolare che r-esistono nel tempo globalizzato. Per ogni occasione: unu dìciu.
A voi la scelta. Se ne avete qualcuno nel vostro idioma (sardo, calabrese, siciliano, piemontese, ecc. ecc)... ditelo in commento
Grazie amigos blogheris

Per chi vuole dare una lettura al libro, non deve fare altro che ... scaricarlo
"Proverbi Sardi" a cura di Giulio Angioni (in pdf)


Ci sono anche i blog, praticamente all'uopo...

spotmaker blog
lingua sarda blog
...chentu berrittas


e... siti da visitare

wikiquote
ichnusa.net
sardegnattiva
trexentanet
mondosardegna
fontesarda
proloco Mogoro


...ma anche proverbi dalle varie regioni
thanatos

collezione


buon divertimento

 

Postato da: Bardaneri a 10:54 | link | commenti (11) |
sardegna, memoria storica, traduzioni in sardo, shrdn

sabato, gennaio 12, 2008
I fuochi di Sant'Antonio

Foghidoni, fogonni, tuva, foghilloni,...questi uno dei tanti nomi al falò che si accende (ma possono anche essere di diverso numero) al vespro del 16 gennaio, in moltissimi paesi della Sardegna in onore di Sant'Antonio Abate con riti, usanze, cibarie varie e diversificate a seconda della zona geografica. Lo spettacolo è assicurato, anche se qualche ambientalista non lo vedrà di buon occhio per il fatto che molti alberi vengono bruciati, ma li rassicuro poichè, avendo partecipato per diversi anni alla raccolta della legna, in genere si tagliano alberi secchi o abbattuti da un fulmine, raramente alberi in salute.
La notte del 16 gennaio è illuminata da grandi fuochi, la speranza è che non piova.
Il 16 gennaio segna inoltre l'inizio del Carnevale tradizionale: le maschere fanno la loro prima comparsa, sopratutto in paesi come Mamoiada con i ben noti mamuthones; intorno ai fuochi si cantano i classici trallalleru ma anche goggius, per chi ha una visione più tradizionale, e si balla, non disdegnando di assaggiare di tanto in tanto i dolci tipici dell'occasione bagnati da un buon bicchiere di vino, tutto fino alle prime luci dell'alba, ovviamente per i più resistenti. Qualcuno, certo, ne uscirà alticcio, per non dire ubriaco.
Poco importa, come dicevano i latini, semel in anno licet insanire...

per ulteriori informazioni su origini, luoghi di festa, dolci ecc...
cliccate su
sardiniapoint

ma se guardate in rete c'è tanto sull'argomento...
magari anche sul mio blog
 che più o meno ricalca questo post, con in più la ricetta de su pani 'e saba 

Postato da: Bardaneri a 12:52 | link | commenti (12) |
sardegna, memoria storica, cucina sarda

venerdì, ottobre 05, 2007
Che ..."cioè" Guevara

  Inantis de totu siazes semper capassos de intender, in sas intrànnias bostras, cada inzustìssia fata contras de totus in cada ala de mundu: est sa menzus calidade de unu rebholussionàriu.
- Ernestu Che Guevara ( Lìtera a sos fizos)

  Siate sempre capaci di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario.
- Ernesto Che Guevara (Lettera ai figli)

(...) grande è la confusione
 sopra e sotto il cielo
osare l'impossibile osare
 osare perdere
grande è l'impossibile
 osare la confusione (...)

da "Manifesto" (CCCP Fedeli alla linea)

un po di musica compagni!
Hasta siempre comandante(Carlos Puebla, 1965

(il testo lo trovi cliccando qui)

Il 9 Ottobre 1967, Ernesto Guevara, detto il "Che" (per la sua abitudine di pronunciare questa breve parola in mezzo ad ogni suo discorso, una specie di cioè), veniva assassinato da un gruppo di militari boliviani dopo la sua cattura .

Postato da: Bardaneri a 10:46 | link | commenti (12) |
musica, sinistra, cuba, memoria storica, traduzioni in sardo

venerdì, settembre 07, 2007
L'urlo

La strada di ogni abominio è lastricata di
"io non sapevo"

Guerra!

U.S.A. vs. Irak ( foto cuccata da "Ansa")

Lager!

Il "muro" della vergogna in Palestina

Tortura!


Prigione di Abu Ghraib

L'orrore della guerra può essere sintetizzato nell'immagine de "L''urlo" di Munch

Buon settembre a tutti e... saludos

Postato da: Bardaneri a 17:46 | link | commenti (13) |
medio oriente, guerre, memoria storica

venerdì, luglio 20, 2007
Naracauli

I Nomadi non sono stati i primi a parlare di miniere, ci avevano già pensato i New Trolls col brano "Una Miniera" con un bellissimo pezzo in perfetto stile beat ma anche questo testo cantato  dai Nomadi, scritto nel 1976 da Maurizio Bettelli, "Naracauli" mi è molto caro, parla di miniere di luoghi magici immersi nel verde e in una archeologia industriale del Sulcis, dove il popolo sardo ha dato il proprio sudore, le proprie sofferenze, la propria vita, le proprie emozioni.. per un tozzo di pane.
Ma di questo, forse ne parlerò a presto.

Se interessa l'argomento

... interessantissimo l'album fotografico del sito qui

Naracauli
(I Nomadi)

Pagas lughes in pagas domos
cando benit su merie
sa minera no traballat prus
e s'arena brùsiat su mare
e comente est biaitu su mare tuo
e cumente est istraca sa boghe.
un arràbiu brusiat sos padentes e apustis
s'imbriagat in tzilleri
cantos antigos e sacros filan
sa lana in carrela a merie
o in sos meries de istade
pranghen sos gatos e sos isteddos.
Dromit su tazu ma su pastore nono
no issu no podet cumprendere
l'an tzapau su triballu a l'ischis
e como sa gana in sos montes
issu mere de montes
issu presoneri de montes.
Ma una nave est arribada
custu notte eya pro no si fagher bider
e sos negossios sunis prenos belle
de cosas chi no as a impreare mai, mai, mai e apustis mai no as aer pensadu
chi gai t'ana trampau.
e comente est biaitu su mare tuo
e cumente est istraca sa boghe.

Naracauli
(I Nomadi)

Poche luci nelle poche case
quando si fa sera
la miniera non lavora più
e la sabbia brucia il mare
e come è blu il tuo mare
e com'è stanca la voce.
Una rabbia brucia i boschi e poi
si ubriaca all'osteria
canti antichi e sacri filano
la lana in strada di sera
o nelle sere d'estate
piangono i gatti e le stelle.
Dorme il gregge ma il pastore no
no lui non riesce a capire
gli han portato via il lavoro sai
e adesso la fame sui monti
lui padrone dei monti
lui prigioniero dei monti.
Ma una nave è approdata
stanotte si per non farsi vedere
e i negozi sono pieni già
di cose che non userai mai, mai, mai e poi mai non avresti pensato
che così t'hanno fregato.
E come è blu il tuo mare
e com'è stanca la voce

ringrazio anticipatamente Maurizio Bettelli  per questo bellissimo testo, da parte mia solo la traduzione in sardo...per completezza di informazione...recentemente Soru avrebbe messo in vendita la zona di Ingurtosu, Naracauli e Piscinas per la realizzazione di un golf. C'è un dibattito aperto in rete credo in questo blog: pigiotto

Postato da: Bardaneri a 09:07 | link | commenti (3) |
sardegna, memoria storica, traduzioni in sardo

martedì, luglio 10, 2007
Scirocco.

Il caldo si faceva sentire già da diversi giorni, ma all'interno del bar (su tzilleri) quello della loro infanzia, erano state montate le pompe di calore, quindi, beh! pensavano tutti, poco male se lo scirocco (su bentu 'e sole) soffiava e seccava tutto quello che trovava. Loro erano dentro a raccontare e raccontarsi, non più giovanissimi, su ciò che era stato (is contus de forredda) che erano stati  nei tempi in cui l'hi tech, o come diavolo si chiama, era almeno nella testa di tutti avveniristica e molto lontano da arrivare. Il gioco preferito da tutti era il flipper, 50 lire e via, partite interminabili, a dare colpi laterali, svirgolettare, e scommettere. Altri al biliardino, dove se si era a secco di quattrini, allora ci si ingegnava con un fil di ferro a gancetto per tirare la leva che liberava le palline, tutto sotto gli occhi del barista che non vedeva l'ora di chiudere e che pensava ai giorni passati in continente, dove si sgobbava parecchio, e dove aveva fatto i soldi per aprire quel bar al paese. Anche se si accorgeva che i ragazzi lo "imbrogliavano", faceva finta di niente perché tanto prima o poi quelle monetine, le poche, finivano li dentro, ma poi perché forse era un modo per impegnarli e non farli pensare ad altre bravate, magari più rischiose. I soldi certamente erano pochi, anzi pochissimi. Si parlava di questo fra i coetanei, sparsi durante l'anno nei vari punti cardinali del territorio nazionale, e non solo. Due di essi avevano trovato lavoro nel nord , alla fiat, uno si era dovuto arruolare negli agenti di custodia, uno aveva aperto una officina al nord est, un altro ancora cambiava lavoro di frequente per via del suo carattere un po’ ribelle che lo faceva litigare, anche se era una pasta d'uomo.Il più tranquillo e taciturno aveva lavorato nelle piattaforme petrolifere e di parlane ne aveva poca voglia ma sorrideva ed annuiva a sentire le storie dell'infanzia passata al paese. Tutti dentro al bar a ricordare, bere birra, sorridere, tutti a raccontare in "limba" perché quella era la lingua per comunicare; dove passavano la maggior parte dell'anno non era comprensibile comunicare con essa, ma qua era diverso, si tornava almeno nel racconto bambini, "a pitzinnu mi torro", le scorpacciate di ciliegie a danno del vicino, le gare di fionda sulle cavallette e lucertole.
Bevuto l'ultimo sorso, tutti pronti per uscire, lo scirocco ha lasciato il posto al fresco maestrale (bentu estiu).
Questo è il quadretto che vedeva, mentre era su al nord, uno di loro, che quest'anno non è potuto tornare; quelle ferie tanto bramate e sperate, quest'anno non potranno essere usate, i soldi sono pochi e il mutuo da pagare è alto. Si rifarà l'anno prossimo, pensava, mentre guardava le foto scattate alcuni anni prima, coi suoi amici, sempre li al bar, a su tzilleri di quando si era ragazzi.
E un altro anno è passato.


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storie, memoria storica

martedì, dicembre 12, 2006
Cile ferito

La morte ha ucciso il boia. Avrebbe meritato, per il male arrecato ad un intero popolo, il Cile, la vita perpetua. Non fosse altro per espiare e meditare sulle proprie colpe. Da noi si dice "Ancu mai morzas", "che tu non possa mai morire". Una sorta di dannazione perpetua, fra i "vivi", in eterno, lentamente dimenticato ed abbandonato dai viventi, come una cosa inutile e dannosa, ma vivo. Questo avrebbe meritato, senza un briciolo di "pietas". Le grida dei torturati esigono questo. La dannazione perpetua fra i viventi.
Tuttavia il boia latinoamericano ha lasciato il mondo dei viventi alla veneranda età di anni 91. Si dice "Zente mala non morit mai", gente cattiva non muore mai". Tuttavia! Da quel funesto undici settembre 1973, per il popolo cileno, un undici settembre indimenticabile, a seguire 17 lunghi anni di dittatura atroce.
Luis Sepùlveda, ricorda così quel giorno di golpe: <<Era un giorno cupo pieno di nuvole, come se anche il tempo avesse capito che si stava avvicinando una notte di grande tristezza. Ma Allende, nel suo ultimo messaggio a Radio Santiago, non ebbe parole di tristezza, bensì di ottimismo, di grande onestà. Un giorno come oggi, quando mi guardo allo specchio, mi dico "compagno, sei stato nel giusto.>> Ottimismo e speranza che presto si spensero col presidente Salvador Allende, e con lui la democrazia.
Ma torniamo all'uomo che oggi più non c'è. La sua politica si fondò sopratutto sulla violenza e la tortura, lo stadio nazionale di Santiago venne trasformato, nei giorni del golpe, in un campo di concentramento. Tremila perseguitati spariromo definitivamente. Diciasette anni terribili di giunta militare.
Oggi, la calca dei suoi supporters per l'ultimo saluto, alcuni giovanissimi, insieme ad altri meno giovani, che ne supportano la complicità dei crimini di questo animale contro l'umanità. Altri brindano festosi la dipartita dell'aguzzino. I familiari ne richiedono i funerali di Stato, già!di Stato!, quello che in quegli anni era diventato la depandance di casa sua, con potere di vitae e necis su tutti. Avrà funerale militare, quello che si addice ad un macellaio di vite umane.
Oggi il sipario è calato. Ma non si deve dimenticare. Non si può dimenticare, non si possono dimenticare le ferite ancora aperte del popolo cileno.

Chile Herido
1974]
Testo di Jorge Coulón Larrañaga
Musica di Luis Advis Vitaglich
- Inti illimani
Dall'album "La nueva canción Chilena"
Una historia cuenta el viento
de amor, lucha y agonía,
de un pueblo que florecía
conquistando el nuevo tiempo.
Y el hombre de cada día
trabajando la esperanza
con la canción en los labios
su futuro construía.
El canto se hizo silencio,
mil manos quedaron frías,
cayó violenta la noche
sobre miradas vacías.
Y el hombre que caminaba
entre banderas floridas
quedó mirando sin ver
cómo su patria moría.
Cayó violenta la noche,
en Chile sangra una herida.
Se ofende toda la tierra
de ver este pueblo herido;
millones piden castigo
para estas feroces hienas.
Y el Chile que lucha unido
por alumbrar la mañana
sabrá imponer la justicia
de los puños contenidos.
Y de banderas de pobres
se llenarán los caminos;
renacerá con la patria
el canto de los martillos.
Y el compañero caído
muerto por cuatro asesinos
verá por las alamedas
marchar a los oprimidos
y de banderas de pobres
se llenarán los caminos.

traduzione in italiano

Bye bye

Postato da: Bardaneri a 08:09 | link | commenti (7) |
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lunedì, aprile 24, 2006
Resistere, resistere, resistere.

Ora e sempre ... ricordare

Resistere, resistere, resistere.

"(...)Nella ricorrenza del giorno della libertà che ha diviso il mondo fra chi voleva vivere e chi voleva sottomettere e dominare più deciso corre l’impegno nella ricostruzione d’un  Paese squassato nell’anima che purtroppo ha conservato in una componente politica il senso di morte di chi non vuole governare ma dominare. Da uomini liberi riprendiamo la volontà di costruire non per una parte sola ma per tutti, lottando con ogni mezzo a difesa d’una irrinunciabile democrazia.

tratto da LIBERAZIONE E IL FASCISMO CHE RESTA

  ascoltare e ricordare (bella ciao ed altre in mp3)

link sulla resistenza

resistenza italiana.it (documenti, filmati, cazoni)

dulcis in fundo:

... Beppe fenoglio

"Ginzburg agonizzante ha detto : 'Guai a noi se non sappiamo far altro che odiarli [i fascisti] !'. Ma ancora oggi io in verità non so far altro."Beppe fenoglio

Postato da: Bardaneri a 11:46 | link | commenti (10) |
memoria storica

lunedì, febbraio 20, 2006
Ricordi

"Murphy apparteneva alla schiera di quegli eletti il quale esigono che ogni cosa ricordi loro un'altra." Samuel Beckett - "Murphy"  

Ricordo, ricorda, ricordare, memento, esercizio mnemonico. A che serve, ricordare, se poi tutto ciò che ti circonda, "ricorda" la presenza della menzogna. Nel tramandare il ricordo, fra un passaggio e l'altro, viene coartato, sminuzzato, travisato il ricordo ... di ciò che si doveva ricordare. Ricordare a chi giova, qui prodest? A se stessi, per non cadere nella trappola dell'inganno di chi vuole che le cose si ricordino differenti alla loro oggettività reale. Perciò si dice che si sta ricordando ma in realtà si sta revisionando l'accaduto, plasmandolo alle proprie convenienze alle proprie convinzioni soggettive, al punto che il ricordato è cosa "altra" rispetto all'accaduto. A quel punto si parlerà solo del ricordo come risultato di una memoria "orientata"; Così accade che chi combatté per la libertà della propria terra stuprata dall'anfibio dello straniero, venga annoverato fra chi  combatté contro. Tutti nello stesso calderone, tutti colpevoli o assolti. Cosicché i Partigiani e X MAS, nel rimbalzo dei ricordi rivisitati revisionati, furono violenti, a meno che non si dica che entrambi furono dalla parte di una "ragione". Quindi chi ricorda coartandone il ricordo ha ottenuto il risultato sperato,: far ricordare il dimenticato in un "nuovo” ricordo. A questo pensavo mentre scrivevo il post che parlava di Bardaneri, seduto nella sedia a dondolo, con un libro che parlava di un certo Murphy, personaggio "raccontato" da Samuel Barclay Beckett di cui, nel rimando dei ricordi enciclopedici, si ricordava l'anno ma non il mese in cui Beckett nacque nella dimora di Cooldrinagh a Foxrock, quartiere periferico di Dublino, in un giorno non meglio precisato del 1906, poiché nel "ricordo” dei registri anagrafici si trovano delle incongruenze. A questo pensavo su ciò che pensava e ricordava Bardaneri, per cui una cosa che era stata dimenticata gli ricordava un'altra che si cercava di dimenticare, associando una cosa che gliene ricordava un'altra, con un rimando continuo, in un caleidoscopio di frammenti di "ricordi", forse, sbiaditi.

Intanto... tempus fugit.

 

 

Postato da: Bardaneri a 12:12 | link | commenti (12) |
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sabato, dicembre 10, 2005
PER NON DIMENTICARE - Piazza Fontana 36 anni dopo

PER NON DIMENTICARE
Piazza Fontana 36 anni dopo

Nessuno colpevole per Piazza Fontana e i parenti delle vittime pagheranno anche le spese processuali .
12 dicembre 1969: alle 16,30 un ordigno esplode all'interno della Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano provocando 16 morti e 84 feriti


Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969

"Scritti Corsari", 14 Novembre 1974

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969
Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum. Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile...


Pier Paolo Pasolini
14 novembre 1974



STRAGE DI PIAZZA FONTANA, TUTTI ASSOLTI IN APPELLO
http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_3672.html


Per approfondimenti:

http://www.informationguerrilla.org/Il_segreto_della_Repubblica.htm
http://www.zap.dk/d346.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_piazza_Fontana
http://www.fondazionecipriani.it/12_dicembre.htm
http://www.internazionale.it/agenda/
http://www.ecn.org/mi11dic99/12dic69/
http://www.reti-invisibili.net/piazzafontana/
http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_10978.html
http://www.ecn.org/mi11dic99/12dic69/banca.html
http://www.tesionline.it/news/cronologia.jsp?date=1212
http://www.socialpress.it/article.php3?id_article=673
http://www.avvelenata.it/stragi/
http://www.geocities.com/CapitolHill/8485/glca/pinelli.html
http://www.leoncavallo.org/spip/article.php3?id_article=657
http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=216
http://www.psicomed.it/wiki/index.php/Piazza_Fontana
http://www.misteriditalia.com/terrorismo/
http://www.locomotivagroup.net/15dicembre.htm
http://www.osservatoriodemocratico.org/page.asp?ID=2781&Class_ID=1001
http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=582
http://www.provincia.mi.it/opencms/opencms/cultura/manifestazioni/dalverme/fontana/
http://www.pasolini.net/cinema_12dicembre_unita.htm
http://www.anpi.it/milano/pzafontana_121202.htm
http://www.lomb.cgil.it/eventi3/view_single_news.php?ID=966
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/04_Aprile/28/piazza_fontana.shtml
http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=o&m2s=null&idCategory=4789&idContent=942249
http://www.geocities.com/lollocas/neofa/pfont1.htm
www.informagiovani.it/Terrorismo/piazzafontana/cronistoria.htm

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