Sa Domu de Su Bardaneri

BARDANERIS di tutto il mondo uniamoci: contro le angherie dei potenti, per un'equa distribuzione delle ricchezze

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Nome: Su Bardaneri
vengo da Mas-Oneh Bran'hu (antico villaggio del Src-dan) luogo di transito degli Shardana, se capiti da me potrai perderti, in questo non-luogo.

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martedì, maggio 13, 2008
Pantere Nere - 1

Le Pantere Nere o Black Panther Party, storica organizzazione rivoluzionaria afroamericana degli U.S.A. fondata ufficialmente a Oakland (California) nel 1966 da Huey P. Newton e Bobby Sealed.

Il partito nacque sulla base di dieci punti programmatici (il ten point plane) scritti nello statuto dell'organizzazione:
1. Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra comunità nera
2. Vogliamo piena occupazione per la nostra gente
3. Vogliamo la fine della rapina della nostra comunità nera da parte dell'uomo bianco
4. Vogliamo abitazioni decenti, adatte a esseri umani
5. Vogliamo per la nostra gente un'istruzione che smascheri la vera natura di questa società americana decadente. Vogliamo un'istruzione che ci insegni la nostra vera storia e il nostro ruolo nella società attuale
6. Vogliamo che tutti gli uomini neri siano esentati dal servizio militare
7. Vogliamo la fine immediata della brutalità della polizia e dell'assassinio della gente nera
8. Vogliamo la libertà per tutti gli uomini neri detenuti nelle prigioni e nelle carceri federali, statali, di contea e municipali
9. Vogliamo che tutta la gente nera rinviata a giudizio sia giudicata in tribunale da una giuria di loro pari o da gente delle comunità nere, come è previsto dalla costituzione degli Stati Uniti
10. Vogliamo terra, pane, abitazioni, istruzione, vestiti, giustizia e pace

Il Partito sviluppò la propria azione anche attraverso campagne mirate, una strategia di radicamento sociale che fu, più che il possesso delle armi, il nucleo della strategia dell'autodifesa (self-defence) e lotta politica. Nacquero così diversi programmi a favore delle comunità, come il Free Breakfast for Children, il programma di assistenza sanitaria gratuita per i neri,  le scuole di educazione politica per gli adulti.
(da wikipedia.org ).
Peculiarità del Black Panther Party: - Rifiutare le istanze non violente; - Autodifesa; - lettura della discriminazione dei neri all'interno di un'ottica marxista-leninista di lotta di classe; - opposizione alla struttura capitalistica della società statunitense.
Negli anni settanta, perso l'appoggio di numerosi leader neri, il movimento mise da parte l'ideologia violenta.

Postato da: Bardaneri a 12:46 | link | commenti (11) |
sinistra, movimenti, resistenza, memoria storica

mercoledì, maggio 07, 2008
Silvia Baraldini - una combattente per la libertà

Silvia Baraldini

(Roma, 12 dicembre 1947) è una attivista italiana.

Ha operato negli anni '60, '70 e '80 negli Stati Uniti. Componente di un partito rivoluzionario (Black Panther Party) che combatteva per i diritti civili dei neri, fu condannata nel 1983 a una pena cumulativa di 43 anni di carcere negli Stati Uniti per concorso in evasione, associazione sovversiva, due tentate rapine e ingiuria al tribunale. Ne sono nate negli Stati Uniti e in Italia discussioni e proteste da parte di chi ha visto una ragione soprattutto politica nella condanna, ritenuta eccessiva. Dopo essere stata detenuta in Italia per scontare la sua pena, estradata in seguito alle pressioni del forte movimento di sensibilizzazione mirato a mostrare una diversa chiave di lettura sulla sua attività, Silvia Baraldini è stata scarcerata il 26 settembre 2006 per effetto dell'indulto.


L'ASSOCIAZIONE ITALIA-CUBA
CIRCOLO DI CAGLIARI
organizza
GIUSTIZIA PER I CINQUE NELLA LOTTA CONTRO IL TERRORISMO
Mercoledì 7 Maggio 2008
Ex Cinema Adriano
Dopolavoro ferroviario Via Sassari, 12
Cagliari ore 19.00
partecipano
Silvia Baraldini
(ex attivista italiana negli USA)
Avv. Tecla Ferranda
(Associazione Giuristi Democratici;
Comitato italiano "Giustizia per i 5")
ingresso libero
per info: Associazione Italia-Cuba
Circolo di Cagliari
Via Doberdò 101, tel. 0708647985
email:
italia-cuba@gramsci.org

Radio Manisco/0516490872 AK 47

Clicca per video e brano


(...)
E pensiamo dove siete dove siamo
quand’eravamo 1000 10000 100000
è impossibile che fuori non c’è più nessuno
è impossibile che non si sente più una voce un rumore un respiro
dove siete ci sentite non vi sento non sento più nessuno
fuori le sbarre un muro è impossibile che fuori non c’è più un respiro
è impossibile che fuori non c’è più nessuno
(...)

prossimo post su ... la storia del Black Panther Party


Postato da: Bardaneri a 15:04 | link | commenti (15) |
sinistra, movimenti, mass media, memoria storica

mercoledì, aprile 30, 2008
Buon Primo Maggio

Festa del Lavoro!

Le Iniziative ......... 2008

da wikipedia .......
La Festa dei lavoratori, detta anche Festa del lavoro, è una festività celebrata il 1° maggio di ogni anno che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta in molte nazioni del mondo ma non in tutte.In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

sempre per il 1° maggio 2008
a Norbello  (OR): "Sa mesa de su primu maju" (Il Tavolo del Primo Maggio)       

Conferenza e dibattito al mattino sull'America latina e al pomeriggio sull'agricoltura in Sardegna; concerto su due palchi a partire dalle ore 16. La manifestazione si svolgerà presso il parco Sant'Ignazio.

Si esibiranno i seguenti gruppi:

Stormy six
Mexcia
Primo chef del cosmo - Doctor Dror
Frog and the pipes - Jahoub - Aria Bascia
Ruja Karrera - Tenore Luvulesu

 

Postato da: Bardaneri a 11:31 | link | commenti (11) |
sinistra, sardegna, festa, memoria storica

lunedì, aprile 21, 2008
25 Aprile, sempre!

"Tue no ischis sas serras
inube est suncurtu su sàmben.
totucantos no che fumis 'ughios
totucantos abiamus imbolau
s'arma e su numen. Una fèmina
nos ampaniabat fughinde.
Petzi unu de nois
si fut firmau a punzu tancau,
abiat bidu su chelu bòdiu,
abiat achirrau sa conca e si che fut mortu
insuta de muru, callau.
Como est unu bàtile de samben. Una femina
nos isettat in sas serras."

« Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna
ci aspetta alle colline. »

(Cesare Pavese, da "La terra e la morte" 9 novembre 1945)

da "Antifa"

2008/04/25 25 APRILE 2008 - le iniziative ·

" ...Chiameremo nuovi numeri e avremo altri nomi
e altri modi per perderli di nuovo..." Massimo Volume

manifestiamo a Cagliari

Postato da: Bardaneri a 13:01 | link | commenti (19) |
storie, sinistra, resistenza, memoria storica, traduzioni in sardo

martedì, aprile 15, 2008
Corsi e ricorsi storici? ...urne vuote ...

Non abbiamo fatto in tempo a turarci il naso che già ci turavano il culo (con l'ombrello!)
Giusto per comprendere come vanno le cose (sic transit gloria mundi) apro, senza nascondere l'amaro in bocca, il siparietto in cui il suo compagno di partito disse a Pietro Nenni "Compagno Segretario hai visto quanta gente in piazza stasera?" Pietro Nenni sorrise e rispose "Compagno, piazze piene, urne vuote".

Il 14 aprile 2008 ... la frase monito di Nenni suona più attuale che mai. Gli Offlaga Disco Pax ci hanno persino fatto, in tempi recenti, un brano che sintetizza questi anni del cazzo.
Che fare?
Intanto anche se gli ingredienti sono quelli de la 'legge Acerbo' e le elezioni politiche del 1924, non siamo in pieno fascismo, i segnali ci sono tutti e anche le cose concrete ma anche se il controllo dell'informazione è saldamente nelle mani del Grande Fratello molto si può fare, basta volerlo.
Animo, deh...
"siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso,
e non sarai mai,un'emozione da poco"

Offlaga Disco Pax
"Enver"

sento un frastuono rimbombi lontana in modo imperfetto
hai lasciato
piazze piene urne vuote tremori gentili tracce sottili
tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli
mancano
le tue parole sul niente
il calore bagnato e sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare

hai lasciato
piazze piene urne vuote
tremori gentili
tracce sottili tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli
mancano
le tue parole sul niente
il calore bagnato e sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare di non bastare

siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso
e non sarai mai
un'emozione da poco

hai lasciato
piazze piene urne vuote
tremori gentili
tracce sottili tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli
le tue parole sul niente
il calore bagnato e sporco che avevo
il dispiacermi di non bastare
siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso
e non sarai mai
un'emozione da poco

Postato da: Bardaneri a 12:46 | link | commenti (10) |
sinistra, elezioni, memoria storica

giovedì, febbraio 14, 2008
fracci e mateddu

...così, senza tanti clamori, senza rivolte di piazza, come un oggetto inutile in soffitta, rischia di sparire il simbolo di tante battaglie, la falce-e-martello, sparisce dalla competizione elettorale, da questa competizione elettorale, per un insieme di congetture volute-non-volute, ed alchimie elettorali. Ricordo una volta in cui facevo lo scrutatore si avvicinò, un po impacciato, un po preoccupato, un anziano concittadino che, disorientato, non riusciva a trovare il simbolo, sa fracci e mateddu, nella scheda elettorale. Gli spiegai che "sa fraci e su mateddu" non c'erano perché si trattava di una competizione dove il simbolo dei progressisti riuniva diversi partiti tra cui il suo. Mi disse... no mi frigas tui, deu no votu. Poi zitto zitto prese la sua scheda e andò a votare, quando uscì dalla cabine mi passò a fianco e mi disse ... ascuta, custa borta passat, ma deu no votu prus chi no ddui est fraci e mateddu ( ascò, stavolta passi, ma se non c'è falce e martello non voto più). Mi raccontò cosa voleva dire per lui quel simbolo, passato in mille difficoltà fra le due guerre, cosa voleva dire fare campagna elettorale negli anni 50, nell'ostracismo generale, licenziato non appena sapevano delle sue opinioni, di là dove era emigrato. Ora Tziu Antoni non c'è più, riposa come tanti altri che hanno creduto e votato quel simbolo.  Oggi non c'è più manco quello. Dobbiamo farcene una ragione?
A si biri luegu fracciemateddu!


Teatro degli Artigianelli
- Umberto Saba -

Falce martello e la stella d'Italia
ornano nuovi la sala. Ma quanto
dolore per quel segno su quel muro!

Esce, sorretto dalle grucce, il Prologo.
Saluta al pugno; dice sue parole
perché le donne ridano e i fanciulli
che affollano la povera platea.
Dice, timido ancora, dell'idea
che gli animi affratella; chiude: "E adesso
faccio come i tedeschi: mi ritiro".
Tra un atto e l'altro, alla Cantina, in giro
rosseggia parco ai bicchieri l'amico
dell'uomo, cui rimargina ferite,
gli chiude solchi dolorosi; alcuno
venuto qui da spaventosi esigli,
si scalda a lui come chi ha freddo al sole.

Questo è il Teatro degli Artigianelli,
quale lo vide il poeta nel mille
novecentoquarantaquattro, un giorno
di Settembre, che a tratti
rombava ancora il canone, e Firenze
taceva, assorta nelle sue rovine.

 

     

 

lo so, lo so, direte che sto esagerando, lo so...

ma sono fatto così, ogni tanto esco dal seminato, lo so... 

 e dulcis in fundo....

e questo è un omaggio per Maurreddu nuovo blogher sardo...saludos

.....tutte le tessere del P.C.I. dalla sua fondazione al suo scioglimento.

........visita pure

clicca per formato in pdf

Postato da: Bardaneri a 00:19 | link | commenti (32) |
storie, sinistra

venerdì, ottobre 05, 2007
Che ..."cioè" Guevara

  Inantis de totu siazes semper capassos de intender, in sas intrànnias bostras, cada inzustìssia fata contras de totus in cada ala de mundu: est sa menzus calidade de unu rebholussionàriu.
- Ernestu Che Guevara ( Lìtera a sos fizos)

  Siate sempre capaci di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario.
- Ernesto Che Guevara (Lettera ai figli)

(...) grande è la confusione
 sopra e sotto il cielo
osare l'impossibile osare
 osare perdere
grande è l'impossibile
 osare la confusione (...)

da "Manifesto" (CCCP Fedeli alla linea)

un po di musica compagni!
Hasta siempre comandante(Carlos Puebla, 1965

(il testo lo trovi cliccando qui)

Il 9 Ottobre 1967, Ernesto Guevara, detto il "Che" (per la sua abitudine di pronunciare questa breve parola in mezzo ad ogni suo discorso, una specie di cioè), veniva assassinato da un gruppo di militari boliviani dopo la sua cattura .

Postato da: Bardaneri a 10:46 | link | commenti (12) |
musica, sinistra, cuba, memoria storica, traduzioni in sardo

sabato, gennaio 28, 2006
La battaglia di Stalingrado.

Il 2 FEBBRAIO ricorre il sessantatreesimo anniversario della fine della battaglia di Stalingrado, la più grande di tutta la seconda guerra mondiale, quella che segnò una svolta nella tremenda tragedia del XX secolo.La Battaglia di Stalingrado è stata una delle battaglie fondamentali della Seconda guerra mondiale. Si svolse sul fronte russo a Stalingrado (oggi Volgograd) tra il 1942 e il 2 febbraio 1943.
L'epica battaglia di Stalingrado, conclusasi il 2 febbraio alle ore 16 con la completa distruzione della VI Armata tedesca e con la capitolazione di Von Paulus, non fu soltanto, come tutti gli storici riconoscono, la più grande battaglia della Seconda guerra mondiale, ma mutò le sorti stesse del conflitto, fu il segnale decisivo che percorse da un capo all'altro l'Europa.

Stormy Six
"Stalingrado"
 
Fame e macerie sotto i mortai
Come l'acciaio resiste la città
Strade di Stalingrado di sangue siete lastricate
Ride una donna di granito su mille barricate

Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa
D'ora in poi troverà  Stalingrado in ogni città

l'orchestra fa ballare gli ufficiali nei caffè
l'inverno mette il gelo nelle ossa
ma dentro le prigioni l'aria brucia come se
cantasse il coro dell'armata rossa

la radio al buio e sette operai
sette bicchieri che brindano a Lenin
e Stalingrado arriva nella cascina e nel fienile
vola un berretto un uomo ride e prepara il suo fucile

Sulla sua strada gelata...

 

Postato da: Bardaneri a 09:47 | link | commenti (7) |
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venerdì, marzo 05, 2004
Sino a che la socie...

“Sino a che la società sarà fondata sul denaro, non ne avremo mai abbastanza”

(Volantino di uno sciopero parigino del 1995)

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lunedì, marzo 01, 2004

"FANNO IL DESERTO E LO CHIAMANO PACE" (Tacito)

E' questo il loro nuovo ordine mondiale?

Postato da: Bardaneri a 10:28 | link | commenti (4) |
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venerdì, febbraio 20, 2004
Stefano BENNIHo ...

Stefano BENNI

Ho venduto un pezzo di cannone

poi le ruote e un altro pezzo di cannone

la culatta e l'otturatore

il mirino e un altro pezzo di cannone

e altri tre pezzi di cannone

e adesso c'è uno in televisione

che dice che mi spara col mio cannone

chi lo sapeva che coi pezzi di cannone

avrebbe fatto un cannone?

Se lo avessi saputo

mica avrei accettato l'ordinazione.

Ho venduto cento elicotteri

con relativo armamento

e un sistema puntamento missili

e un sistema anti-sistema di puntamento

adesso l'elicottero è lì che spia

come un falco sopra casa mia.

 Se lo avessi saputo cosa voleva fare

non gli avrei venduto la testata nucleare

era così distinto, un vero signore

chi poteva sapere che era un dittatore?

 Se avessi saputo che un cliente

può diventare un nemico

della mia patria

dell'Occidente

vi giuro gente

lo giuro sui figli

lo giuro su Gesù

gli avrei fatto pagare

il cinquanta per cento in più.

Da qui si vede

la mia buona fede.

[Estratto da: Stefano BENNI, Ballate,

Feltrinelli, Milano 1991, pp. 79-80]

Postato da: Bardaneri a 14:01 | link | commenti (6) |
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